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LA MODA È UN FILM
di Stefania Giacomini
Date: 18/07/2020
ATTUALITA'

E’ inusuale non essere tra centinaia di persone provenienti da tutto il mondo per vedere le passerelle milanesi dal vivo. Al loro posto film firmate da famosi videomaker , collegamenti con esperti e giovani emergenti, ma tutto è on line su milanofashionweek.cameramoda.it, la piattaforma ideata per accogliere i contenuti di quarantadue marchi fino al 17 luglio. La prima edizione di MILANO DIGITAL FASHION WEEK presenta le collezioni Uomo e le pre-collezioni Uomo e Donna Primavera Estate 2021 tramite la nuova piattaforma digitale.
Quarantadue i brand presenti, ventuno i new name italiani e internazionali, nove i curatori delle stanze tematiche, cinque gli streaming partner per coprire l’evento su scala mondiale e trasmetterli in città grazie a maxischermi Milano. Questo primo appuntamento digitale nella storia di Camera Nazionale della Moda Italiana, è  realizzato con il supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e di ICE.
La piattaforma presenta anche la creatività della nuova generazione di designer con i due progetti dedicati, Together for Tomorrow, e International Fashion Hub, e quella dei 73 showroom che rappresentano 457 brand. Dall’altra Melt-Net ovvero , sette stanze tematiche che offrono ispirazioni e spunti a tutto tondo, pensate da nove personalità di spicco del settore.
E’ un vero omaggio alla bella Italia la video-story di Alberta Ferretti. Gli abiti dai tessuti sofisticati e linee morbide sono presentati su una sequenza di immagini delle principali città storiche italiane. Ricorda il modo di presentare la moda negli anni 60, quando le riviste e i reportage ambientavano i loro servizi fotografici tra le rovine e i monumenti del nostro paese. Un elegante inizio della prima giornata. Un tributo alla nostra storia artistica e culturale
Alla natura guarda la moda dell’emergente Tiziano Guardini, che è stato scoperto dal premio di Franca Sozzani.”Bisogna tornare a ritmi più naturali per scoprire e sentire ciò che abbiamo veramente da dire con la nostra creatività”  dice il giovane: stesso concetto espresso anche dal maestro Giorgio Armani . Ed aggiunge che il vero lusso dovrebbe fare della sostenibilità il suo manifesto “Posso dire che il mio brand è sostenibile. Il nylon che scelgo proviene dalla plastica riciclata, scelgo la ‘ seta non violenta’, ovvero quella che si realizza da ciò che rimane del bozzolo, quando diventa farfalla, evitando di ucciderla” ma lo stilista aggiunge che come modello guarda sempre alla vera couture.
Look metropolitano e video avanguardista e concettuale, in 5 tempi, dal titolo provocatorio ‘The show never happened, è quello proposto da Prada . Sfilano come ombre modelle dallo sguardo pensieroso e serio, seguono outfit casual per gli uomini ed abiti dalle gonne a corolla in una centrale termoelettrica, gonne in pelle e capi dai dettagli sofisticati vengono presentati in un ambiente che sembra un backstage teatrale, per poi concludersi come una vera istallazione i cui elementi sono proprio le modelle.
Colore, colore e colore con tanti pois di tutte le dimensioni da Moschino. Ma anche omaggio alla bandiera italiana. Gli abiti si colorano di bianco rosso e verde con la scritta provocatoria, e non poteva essere altrimenti: ‘J don’t speak italian j speak Moschino. Le borse tricolori faranno impazzire le italiane nazionaliste e le straniere amanti del nostro paese.
‘Fashion is dead’ si legge dopo una carrellata delle  passerelle Philip Plein popolata nelle scorse edizioni di stampa e vip come testimonial e spezzoni di notizie che annunciano la pandemia da covid 19. Ma è solo una provocazione perche lo stilista dichiara che bisogna pensare ad un nuovo futuro, ad un nuovo rinascimento. E cosi da due robot vengono presentate scarpe casual ma dai materiali brillanti , bomber di seta e di pelle con aquile ricamate a mano sulla schiena o decorate in parte con strisce di vero coccodrillo lucido. Look da rapper con pantaloni larghi e corti con tessuti pregiati e giacche con teschi stampati. Del resto il video finisce con un pensiero che non lascia dubbi “creatività, bellezza, design ed arte non moriranno mai.
Tradizione e avanguardia le parole d’ordine di Valextra brand nato nel 1937 ed ancora oggi è sulla cresta dell’onda. Nel video si vedono barche a vela che sono in gara. In realtà questo minifilm è stato realizzato in collaborazione con un'altra ditta storica del tessuto:  Ratti. Insieme hanno presentato anche istallazioni con vele di seta nel negozio storico Valextra in via Manzoni a Milano. I colori rimandano ai colori delle borse dalla linea classica, ma dai dettagli e finiture di lusso e realizzate con tecniche di avanguardia. Per un lusso che non deve essere notato ma che si basa sulla qualità e praticità. La capacita di realizzare cose impossibili dall’apparente look di estrema semplicita è il segreto del made in italy: è questa la frase che identifica la casa Valextra.
“Milano Digital Fashion Week nasce come risposta al distanziamento sociale e alla difficoltà di viaggiare imposta dalla situazione sanitaria mondiale - spiega Carlo Capasa, Presidente di CNMI- ma vuole anche essere una soluzione dinamica alle complessità del presente, uno strumento funzionale e creativo progettato per vivere di vita propria o per sostenere l’appuntamento con le sfilate fisiche, quando sarà possibile tornare alla pienezza degli appuntamenti in presenza, che restano fondamentali nel promuovere l’enorme valore produttivo e creativo del Made in Italy»,
“La moda è uno dei settori in cui lo spirito creativo di Milano e dell’Italia si esprime al meglio: originalità ed energia che meritano di essere condivise con il mondo anche in questo periodo di emergenza sanitaria” ha detto Giuseppe Sala, sindaco di Milano.
“Digitale, innovazione e sostenibilità: tre parole che tracciano la strada da seguire per cogliere la ripresa” afferma Carlo Ferro, presidente di ICE Agenzia. “La prima edizione della Milano Digital Fashion Week si inserisce in un quadro di risposte concrete per aiutare le imprese italiane, piccole e medie in particolare, a modernizzare i processi e a rafforzare la loro presenza nel digitale e nell’e- commerce, che è, purtroppo, ancora limitata. Del resto l’export della moda prima della pandemia ha realizzato 56 bilioni di dollari ed il comparto è il primo al mondo per design e sostenibilità”ha aggiunto Ferro.  
Proprio per questo l’ICE è fortemente impegnata verso il digitale con una serie di azioni tra cui: gli accordi con numerosi marketplace per portare le imprese italiane in 59 iniziative nei canali e- commerce e della grande distribuzione offline to online in 28 paesi nel mondo; il progetto Fiera Smart 365 che consentirà alle manifestazioni fieristiche di vivere tutto l’anno; ed altre azioni per orientare la formazione verso i digital export manager e  progetti di impiego della tecnologia blockchain per la tutela del made in Italy.
La moda guarda al futuro. La pandemia è stata una spinta per rivedere il sistema ed adottare nuove strategie?. Ma con nostalgia ricordo le concitate atmosfere delle passerelle. Le rivivremo? Chissa!


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