HOKUSAI, IL GRANDE MAESTRO DELL’ARTE GIAPPONESE IN MOSTRA A ROMA di Anna Maria Di Francesco
2026
Palazzo Bonaparte, il grande spazio espositivo della capitale,
continua la sua carrellata di straordinarie mostre. Conclusasi con successo
quella dedicata all’illustratore ceco Alphonse
Mucha si prosegue ora con un’esposizione che si annuncia non meno
eccezionale per la caratura dell’artista protagonista. Fino al 29 giugno 2026 le grandi sale del Palazzo appena lasciata l’atmosfera
della Parigi della Belle époque immortalata
da Mucha ci immergono nel lontano oriente
a firma del grande artista giapponese di
ogni tempo,Kastushika Hokusai. Oltre
200 raccontano l’identikit dell’artista
che ha influenzato l’immaginario mondiale con le sue stampe, a cominciare dalla
suggestiva e ipnotica Onda di Kanagawa.
La mostra è stata resa possibile
anche grazie al contributo del Museo
Nazionale di Cracovia che ha prestato eccezionalmente per la prima volta le
sue opere all’ Italia per la prima
grande monografica su Hokusai al di fuori della Polonia. La costruzione di
questa incredibile collezione di opere si deve al grande appassionato
d’arte Felix Jasieński (1861-1929) che con queste parole presentava
Hokusai:
Colui che si firmava un vecchio che va matto
per il disegno
ha servito gli ideali più puri in modo
riverente e maestoso.
Un talento colossale, supportato da un lavoro colossale.Il talento più
versatile che sia mai esistito.
Varcata la soglia di ingresso si
entra passo dopo passo nel suo universo artistico.
Era nato nel 1760, anno del Drago e la
scultura di un drago ci accoglie e ci fornisce già le prime chiavi di lettura
del genio. A questo animale mitico si associano qualità come intransigenza,
ostinazione e libertà dalle convenzioni.
Nel suo ultimo disegno prima di
morire l’artista si rappresenta proprio come un drago che dal monte Fuji sale
in cielo. Come antichi viaggiatori ci inoltriamo nelle strade del Giappone
dell’epoca Edo, del Mondo fluttuante, l’Ukiyo-e. Come viandanti sulla più
importante via commerciale, la Tokaido
con le sue Cinquantatré stazioni. Istantanee che fissano gesti e azioni
quotidiane e ci sorprendono per
l’accuratezza dei dettagli. La figura umana è centrale, ma anche la natura, il
paesaggio e soprattutto l’acqua è fonte di ispirazione artistica. Ecco allora la
suggestiva serie di disegni dedicati alle cascate, ancora una volta le parole
di Jasieński ci aiutano a capire:
Ma quando si tratta dei paesaggi di Hokusai,
appassionato della natura,
osservatore, i cui occhi attenti non hanno
trascurato il minimo dettaglio,
viaggiatore-pellegrino,
possiamo affermare con assoluta sicurezza
che il loro contenuto
è l’intero Giappone, rappresentato in modo sintetico e analitico in
ogni stagione
Il simbolo più potente del
Giappone è il sacro monte Fuji verso cui
si prova un amore appassionato e un
timore reverenziale. Le trentasei vedute del monte Fuji quindi rappresentano
un momento altissimo dell’arte di Hokusai. Ne fa parte anche la celebre,
iconica Grande Onda di Kanagawa in
cui alla maestosità e turbolenza dell’acqua in tempesta si contrappone la
quiete e la fissità della montagna e tra le due immagini la fragilità delle
imbarcazioni dei pescatori. A rendere ancora più completa e immersiva l’esperienza
del visitatore ci sono oltre 180 oggetti tra libri rarissimi, vasi, sculture,
accessori da viaggio, armature, elmi e katana, oltre a strumenti musicali
tradizionali. In esposizione anche costumi, kimono, giacche haori e fasce obi e
tessuti. Non mancano suggestioni sonore. Le note di Merry Christmas Mr Lawrence(colonna sonora del film Furyo) del
famoso compositore giapponese RyūichiSakamotorisuonano nellasaladove all’interno
di un arco illuminato campeggia potente e immortale la Grande Onda di Hokusai.