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LA RIVOLUZIONE LUMINISTICA E NATURALISTICA DI CARAVAGGIO E DEI CARAVAGGESCHI EUROPEI DEL ‘600 di Loredana Gelli - GOOD IN ITALY

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LA RIVOLUZIONE LUMINISTICA E NATURALISTICA DI CARAVAGGIO E DEI CARAVAGGESCHI EUROPEI DEL ‘600 di Loredana Gelli

2026
Al Museo Sorico della Fanteria dell’Esercito Italiano di Roma, fino al 7 giugno 2026,  “Caravaggio e i Maestri della luce”

 
                                               
 

 
Chi furono i Caravaggeschi e come mai il Caravaggismo fu così diffuso in Europa?

La mostra “Caravaggio e i Maestri della Luce” in corso al Museo Storico della Fanteria dell’Esercito Italiano di Roma fino al 7 giugno 2026 dedicata a Michelangelo Merisi da Caravaggio indaga un aspetto insolito: la diffusione in Europa della sua rivoluzione luministica e naturalistica del Seicento, in pieno periodo Barocco e in rottura con il classicismo e il manierismo.
 
Le generazioni precedenti lo avevano criticato per questo definendo la sua arte utile a “traviare la gioventù dei nuovi pittori” non comprendendo il significato di questo epocale cambiamento e rottura con il passato.
 
Caravaggio era un solitario e non aveva una vera e propria bottega ma riuscì ugualmente a farsi notare soprattutto dagli artisti stranieri più aperti al cambiamento e all’innovazione, sovente a Roma in pellegrinaggio.
 
Con il termine Caravaggeschi si indicano sia gli artisti che hanno cercato di portare avanti la sua poetica, umana e religiosa e sia gli imitatori che ne colsero solo gli aspetti puramente estetici. Entrambi hanno contribuirono a diffondere la sua arte in tutta Europa e rendere il suo successo universale. La mostra vuole proprio rileggere questo fenomeno attraverso le opere e il confronto tra gli artisti attivi a Roma e in altre città del continente.
 
Prodotta da Navigare S.r.L. e curata da Alberto Bertuzzi e Francesca Gallo Mazzeo l’esposizione presenta 23 dipinti a olio su tela e su tavola di 22 artisti provenienti da collezioni private.
 
Al centro del progetto, la luce, connotato tipico della pittura di Caravaggio, strumento narrativo e mezzo di conoscenza dell’umano e del divino che rivela il suo potere sin dalla prima sezione, intitolata Scene di genere. Qui si esplora uno degli ambiti più innovativi della pittura caravaggesca, con rappresentazioni della vita quotidiana ambientate in interni e taverne: I giocatori di carte di Bartolomeo Manfredi, e Ragazzo morso da un ramarro dell’olandese Bartholomeus van der Helst, ma anche Scena di taverna (attr.) del francese Valentin de Boulogne e della bottega.
 
La scena di genere ebbe successo soprattutto perché era una sorta di biglietto da visita per gli artisti, un modo per dimostrare la propria abilità. L’espressione dei personaggi mostra la capacità del pittore di sapere interpretare le maschere del viso.

 
 
 
 
 
Bartolomeo Manfredi  I giocatori di carte XVII sec. Olio su tela  138 x 196 cm. Collezione privata.

 
Il tema del sacro è al centro della seconda sezione, intitolata appunto La religione, tra fede e umanità in cui santi e protagonisti biblici assumono una dimensione profondamente umana. La santità è una cosa che appartiene a tutti, diceva San Filippo Neri e, la stessa cosa, fa Caravaggio nella sua pittura. Tre le opere esposte: Sacra Famiglia con san Giovannino di Antiveduto Gramatica, La negazione di Pietro di Pietro Paolini e La cattura di Cristo di Trophime Bigot, tra i principali caravaggisti francesi insieme a Valentin de Boulogne, e conosciuto anche come Maître à la Chandelle (Maestro del lume di candela), attivo a Roma tra il 1620 e il 1634.

 
 
 
Orazio Gentileschi Santa Cecilia e un angelo XVII sec.  Olio su tela  83,4 x 105,2 cm. Collezione privata. La luce in questo caso è anche la luce dell’angelo che porta la grazia e il riflesso che illumina il volto. Una curiosità: Caravaggio nel suo atelier aveva fatto distruggere il soffitto per far entrare la luce dall’alto.

 
La luce come rivelazione è l’area tematica dedicata al ruolo della luce artificiale e direzionale come elemento strutturante dello spazio e della narrazione. Rientrano in questa sezione il dipinto Santa Cecilia e un angelo di Orazio Gentileschi, Maddalena in meditazione del fiammingo Matthias Stomer e Lucrezia del tedesco Johann Carl Loth. La tensione emotiva di quest’ultima opera anticipa la quarta area tematica, Il dramma e il sangue, con i temi della violenza, del martirio e della colpa. Il confronto, poi, tra le diverse interpretazioni di Caino e Abele di Bartolomeo Manfredi, Giuseppe Vermiglio e Cecco Bravo. evidenzia la forza espressiva del naturalismo caravaggesco. La sezione include, inoltre, Salomè con la testa del Battista di Massimo Stanzione e Giuditta con la testa di Oloferne di Bartolomeo Mendozzi.

 
 
 
 
 
Gerrit van Honthorst, Lettura a lume di candela XVII sec. Olio su tela 64 x 73 cm. Collezione privata.
 
 
La quinta area tematica, Immaginazione e realtà: una nuova categoria del ritratto, si sofferma sull’evoluzione del ritratto caravaggesco come strumento di verità psicologica. Otto le opere esposte: Diogene di Giovan Battista Langetti, San Pietro penitente (attr.) dello spagnolo Jusepe de Ribera e bottega, San Giovannino di Battistello Caracciolo e quello del fiammingo Louis Finson, e poi i San Girolamo dipinti dal francese Simon Vouet e da Simone Cantarini, il San Sebastiano di Carlo Saraceni e La lettura a lume di candela dell’olandese Gerrit van  Honthorst.
 

 
A consacrare la rassegna nello spazio conclusivo un omaggio dedicato al Maestro Caravaggio, con L’Incredulità di San Tommaso (1600-1601), uno dei casi attributivi più complessi dell’intero corpus caravaggesco. L’esemplare esposto è la versione già in collezione Gracco Muratti a Trieste, dal 2019 di proprietà austriaca e oggi a Firenze.
 
Il dipinto, attribuito al Maestro, è un caposaldo della pittura moderna per il realismo crudo, l’uso innovativo della luce e la rottura con l’idealizzazione rinascimentale del sacro, concentrandosi sull’esperienza umana e fisica del dubbio.
Michelangelo Merisi detto Caravaggio L’incredulità di San Tommaso 1600-1601, Olio su tela  118 x 156,5 cm Collezione privata
 
 
Alberto Bertuzzi, durante la presentazione alla stampa ha ben descritto il cuore concettuale della mostra.
 
“Questa mostra intende far vedere quali sono gli sviluppi dell'arte di Caravaggio e della sua importante rivoluzione attraverso l’opera dei suoi seguaci, come Valentin de Boulogne ma anche l’amico e coetaneo Orazio Gentileschi“ ha dichiarato lo storico dell’arte e curatore della mostra, concludendo: ”L’esposizione conduce a fine percorso all’opera principe, “L'incredulità di San Tommaso” di Caravaggio, dipinta fra il 1601 e il 1606. Questa versione probabilmente risale proprio al 1606. L'opera è particolarissima, non soltanto per il grande successo che ha avuto, ma anche per la sua composizione, con la peculiarità delle quattro teste al centro del quadro. Queste disegnano una croce, e la croce ci rimanda al Cristo, e Cristo che con la sua mano accompagna la mano di San Tommaso. Uno dei vertici della teologia, se così possiamo chiamarla, che costruisce la poetica del Maestro”.
 
 
La mostra nasce da una iniziativa culturale promossa da Ministero della Difesa - Difesa Servizi con il patrocinio di Regione Lazio e Città di Roma-Assessorato alla Cultura.
Orari: lun-ven 9:30-19:30; sab, dom, festivi 9:30 -20:30
Per info: www.navigaresrl.com
 
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