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L’ISOLA DI SAN GIORGIO MAGGIORE, I SUOI TESORI E IL RESTAURO DEL FAMOSO LABIRINTO DEDICATO A BORGES di Loredana Gelli - GOOD IN ITALY

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L’ISOLA DI SAN GIORGIO MAGGIORE, I SUOI TESORI E IL RESTAURO DEL FAMOSO LABIRINTO DEDICATO A BORGES di Loredana Gelli

2026
Un luogo dal fascino senza tempo dove un importante restauro e riqualificazione restituisce al pubblico il famoso Labirinto Borges, un suggestivo reticolato di siepi di bosso che racconta, come in un libro, il fantastico mondo dello scrittore e il suo legame con Venezia. Apertura dal 10 luglio 2026

Labirinto Borges, foto di Siria Toccafondi courtesy Fondazione Giorgio Cini

Se per Jorge Luis Borges (Buenos Aires, 1899 – Ginevra, 1986), il labirinto è un’architettura concettuale fatta di tempo, linguaggi e sentieri che si biforcano, Venezia è la città labirinto per eccellenza, dove l’intricato dedalo di canali svela una straordinaria architettura galleggiante.
Poi, c’è un luogo che racchiude la magia di questo incontro speciale tra il poeta e Venezia: l’isola di San Giorgio Maggiore, famosa soprattutto per il campanile da cui si può ammirare la più bella vista sulla città e per la Basilica rinascimentale progettata da Andrea Palladio.

Scorcio facciata Basilica di San Giorgio Maggiore, capolavoro rinascimentale di Andrea Palladio. Foto di Loredana Gelli

Questa straordinaria isola affacciata sul bacino di San Marco, custodisce alcuni dei massimi capolavori della pittura veneziana del ‘500. Tra questi, due teleri di Jacopo Tintoretto, la Vergine con Bambino e Santi di Sebastiano Ricci e San Giorgio che uccide il drago di Vittore Carpaccio.
Di particolare impatto visivo, nel refettorio benedettino dell’Abbazia, scopriamo la monumentale tela digitale, in scala 1:1 di circa 666 × 990 cm, realizzata nel 2007 dall'atelier Factum Arte riproducente fedelmente il dipinto collocato in origine proprio lì e poi trafugato nel 1797 dalle truppe napoleoniche: parliamo del famoso quadro Le Nozze di Cana di Paolo Caliari detto il Veronese, oggi conservato al Museo del Louvre di Parigi.





Opera digitale riproducente “Le nozze di Cana” di Paolo Veronese. Foto di Loredana Gelli

Non è possibile definirla una semplice riproduzione ma una creazione artistica eseguita con una tecnica altamente tecnologica. E, forse, vale la pena di chiedersi chi delle due sia più vera: l’opera che si trova nel suo luogo d’origine o l’originale lontano da Venezia?

Un particolare della monumentale opera digitale “Le nozze di Cana” di Paolo Veronese realizzato nel refettorio benedettino dell’Abbazia di San Giorgio. Foto di Loredana Gelli

I tesori artistici e architettonici dell’isola sono stati preservati nel tempo dalla Fondazione Giorgio Cini, ente con sede nell’isola istituito il 20 aprile 1951 da Vittorio Cini (1885–1977) per omaggiare il figlio Giorgio morto tragicamente nel 1949 in un incidente aereo.
Vittorio Cini era un personaggio eclettico, uno dei più importanti e influenti imprenditori, finanzieri e mecenati italiani e la sua Fondazione si prefisse da subito lo scopo di rendere San Giorgio un centro internazionale di studi e cultura.


Vittorio Cini e Bernard Berenson, Venezia, courtesy fondazione Giorgio Cini

Infatti fu proprio la Fondazione che, per volontà dell’architetto Maria Kodama, vedova Borges scomparsa il 26 marzo 2023 all'età di 86 anni, fece ideare e realizzare dal diplomatico inglese e designer di labirinti Randoll Coate, molto amico di Borges, un labirinto dedicato al grande poeta.
L’opera fu inaugurata nel 2011 in occasione della ricorrenza dei venticinque anni dalla sua morte.

Labirinto Borges prima del restauro. Foto Loredana Gelli

Il progetto, risalente agli anni Ottanta del Novecento, si ispira al racconto di Borges “Il giardino dei sentieri che si biforcano”. La sua forma è quella di un libro aperto che racchiude i vari simboli narrativi del mondo dell’autore. Per questo motivo fu costruirlo vicino alla monumentale Biblioteca della Manica Lunga, antico dormitorio dei monaci benedettini, progettata alla fine del Quattrocento dall’architetto Giovanni Buora.
La maestosità dell’originale architettura rinascimentale della biblioteca dialoga oggi con il design moderno grazie all’opera di restauro dell’architetto Michele De Lucchi.

Biblioteca barocca della Manica Lunga. Fondazione Giorgio Cini, ex monastero dell’Isola di San Giorgio Maggiore, Venezia. Foto di Loredana Gelli

L’intervento ha trasformato il lungo salone e le celle dei monaci in una biblioteca d’avanguardia, adatta ad accogliere le nutrite raccolte della fondazione, composte da oltre 300.000 volumi e da circa 800 testate periodiche e organizzate in diversi nuclei tematici: Storia dell’arte (la sezione più significativa, con più di 150.000 volumi), Storia di Venezia, Lettere e Teatro, Musica, Civiltà e spiritualità comparate.
La Manica Lunga è il cuore pulsante delle attività di ricerca della Fondazione Cini, che ha anche recentemente costituito sull’isola il Centro Internazionale di Studi della Civiltà Italiana “Vittore Branca”, un polo residenziale che permette a ricercatori italiani e stranieri di trascorrere periodi prolungati alla Fondazione.

Biblioteca della Manica Lunga. Fondazione Giorgio Cini, ex monastero dell’Isola di San Giorgio Maggiore, Venezia. Foto di Loredana Gelli

A quarant’anni dalla scomparsa del grande poeta argentino, l’isola di San Giorgio Maggiore torna a far parlare di se’ con il particolare intervento di manutenzione e riqualificazione del Labirinto Borges sostenuto da PwC Italia, organizzazione attiva da anni nella valorizzazione del patrimonio culturale italiano, con l'obiettivo di restituire la piena leggibilità alla sua straordinaria geometria.

Chiostro Palladiano, Fondazione Cini. Tale spazio rappresenta il secondo chiostro edificato per l'ex monastero benedettino di San Giorgio Maggiore dopo quello realizzato agli inizi del Cinquecento da Andrea Buora e conosciuto come Chiostro dei Cipressi. Foto Loredana Gelli.

Renata Codello, Segretario Generale della Fondazione Giorgio Cini: «Il Labirinto Borges è uno dei luoghi più amati dell’Isola di San Giorgio Maggiore. Una magnifica presenza, che unisce l’antico con il contemporaneo, l’architettura con la letteratura e il paesaggio. La Fondazione ringrazia PwC Italia per condividere questo intervento di manutenzione della bellezza e i molteplici significati che rappresenta. Un’eccellente partecipazione a un più vasto progetto di restauri e di cura permanente dell’Isola e del suo patrimonio di cultura».

Operai a lavoro nel Labirinto Borges. Foto di Siria Toccafondi, Courtesy Fondazione Giorgio Cini

Le 3.200 piante di bosso che si snodano per ben 1.150 metri definendo questo suggestivo percorso vegetale appartengono alla specie Buxus sempervirens delle buxaceae e svelano i simboli e temi molto cari a Borges: dalla clessidra al punto interrogativo, dalla tigre allo stesso nome Jorge Luis e alle iniziali della moglie María Kodama.
La spettacolarità si coglie dall’alto dove un effetto a specchio svela il nome Borges che le siepi compongono nei due sensi contrari come se fosse idealmente scritto sulle pagine di un libro.

Labirinto Borges. Foto di Matteo De Fina, courtesy Fondazione Giorgio Cini

Ma l’isola di San Giorgio ha altri angoli in cui vale la pena perdersi e, soprattutto, ritrovarsi.
Uno di questi è Vatican Chapels, uno straordinario progetto presentato inizialmente dalla Santa Sede alla Biennale di Architettura di Venezia e poi trasformata in opera permanente.

Cappella di Norman Foster con le piante di gelsomino che la avvolgono. L’idea trae ispirazione dalla celebre Skogskapellet (la Cappella nel bosco) realizzata nel 1918 dall'architetto svedese Erik Gunnar Asplund nel cimitero di Stoccolma. Foto di Loredana Gelli

Immerse nel bosco e affacciate sulla laguna, si snodano quasi fosse una moderna via crucis laica, dieci cappelle ideate da altrettanti architetti internazionali, tra i quali Norman Foster, Eduardo Souto de Moura, Francesco Cellini, Terunobu Fujimori e Andrew Berman, una sorta di pellegrinaggio tra arte, natura e fede.
Queste dieci cappelle consentono al visitatore di reinterpretare il concetto di spiritualità, fuori da vincoli tradizionali, in un clima di meditazione e raccoglimento davvero unico.

Cappella disegnata da Terunobu Fujimori. Vatican Chaples Fondazione Cini, San Giorgio Maggiore. Foto Loredana Gelli

Per visitare l’area monumentale della Fondazione Cini, compresi i chiostri, il Labirinto Borges e le Cappelle Vaticane: visitcini.com
Per informazioni sulle attività della Fondazione: cini.it
Per le Stanze del Vetro: lestanzedelvetro.org
Per le Stanze della Fotografia: lestanzedellafotografia.it
Per l’Abbazia di San Giorgio Maggiore: abbaziasangiorgio.it






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