DALLA TERRAZZA DEL PINCIO LA MODA GUARDA AL MONDO di Stefania Giacomini
2026
La terrazza del Pincio si è confermata
palcoscenico ideale con una affaccio mozza fiato su’ caput mundi’ per ‘Ensemble’ quarta edizione della passerella per le grandi occasioni per due
serate che hanno messo in risalto i giovani di sette accademie e dato un
segnale, con una collettiva di firma affermate anche a livello internazionale, di unione pur nella diversità delle proposte.
Questi i nomi Franco Ciambella, Giada Curti, Nino Lettieri, Antonio Martino
Couture, Michele Miglionico, Sabrina Persechino, Jamal Taslaq e Gian Paolo
Zuccarello, interpreti di linguaggi creativi differenti ma accomunati da
una stessa attenzione alla qualità, alla ricerca e all'eccellenza artigianale.
Serate grazie al progetto promosso
dall'Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale con
il sostegno dell'Assessorato allo Sviluppo Economico, Commercio,
Artigianato,
Industria e Internazionalizzazione
della Regione Lazio, dedicato alla valorizzazione del
sistema
moda attraverso formazione, creatività, manifattura e
professione.
“Noi
cerchiamo di valorizzare i nuovi talenti che escono dalle prestigiose accademie
romane e desideriamo che arrivino- ha detto Alessandro Onorato Assessore al
Turismo, Grandi Eventi , Sport e Moda – “in tanti anche dall’estero con la
consapevolezza che venire nella capitale è la scelta giusta anche per marchi
internazionali. Non dobbiamo fermarci e non dobbiamo tornare indietro. Dobbiamo
avere una visione per il futuro sempre più globale della nostra città”
“Ci
vuole sistema e visione – continua Roberta Angelilli vicepresidente della
Regione Lazio, Assessore allo Sviluppo Economico, al Commercio,
all’Artigianato- “ bisogna puntare sulla
internazionalizzazione di questi giovani creativi ed imprenditori under 40: da
settembre saranno messi in campo 15 milioni per questo scopo. Inoltre si deve
mettere a regime un progetto che valorizzi moda, arte e artigianato per
valorizzare le potenzialità di Roma e del Lazio”
La seconda e conclusiva serata ha
visto il rigore e suggestione di Metron di Sabrina Persechino, collezione che ha
coniato con misura il concetto di
ricerca tra moda, architettura e progettazione. Alcuni capi evocano
vagamente divise nipponiche.
E rigorosa ricerca formale anche quella
di Nino Lettieri in Bianco e
Nero: L'Essenza.
Diversissima la proposta di Jamal
Taslaq, con Ali di Luce, un incontro tra
culture, memoria e identità con abiti
di grande romanticismo e fattura ineccepibile come anche i capispalla di Michele
Miglionico che ha reinterpretato il glamour degli anni Ottanta attraverso
un raffinato linguaggio couture,
Di grande
effetto l’abito rosa shocking di Gian Paolo Zuccarello che ha
concluso la sua sfilata con Poesia Siciliana, omaggio alle proprie
radici e all'eccellenza dell'artigianato italiano.
Un tripudio di ali di tulle degli Angeli
in controluce di Franco Ciambella; il racconto di femminilità contemporanea di Giada Curti tra
silhouette leggere e giochi di volumi; ma non basta che c’è chi come Antonio Martino fa sua la sperimentazione
materica in Riflessi Notturni – PVC Couture. Del resto la
sperimentazione di materiali diversi con
tessuti si è vista anche in alcune passerelle haute couture parigine.
Spazio alla creatività nella prima
serata con la partecipazione di sette
accademie: da citare Aldentities, riflessione sull'identità come
processo in continua evoluzione dell’Accademia Italiana mentre Accademia
Koefia ha presentato Modamorfosi, un progetto che
utilizza il bianco come linguaggio per indagare la trasformazione dell'abito
contemporaneo. Accademia del Lusso ha proposto Libertà, una
collezione dedicata al rapporto tra identità e libertà creativa. Maiani
Accademia Moda ha sfilato con Infinity, un percorso
costruito attraverso lavorazioni manuali, ricamo, upcycling e sperimentazione
tessile, mentre l'Accademia Nazionale dei Sartori
ha chiuso la serata con Cut From the New Side,
riletturacontemporanea della tradizione sartoriale italiana realizzata dagli
allievi dell'Accademia.
Lo sforzo organizzativo e di
investimento è notevole di Roma Capitale e della Regione Lazio . ‘Ensemble’ alla
sua quarta edizione potrebbe anche chiamarsi ‘Insieme’ . Evitando anche
pronunce approssimative. Non abbiamo nulla da invidiare a ‘ la ville lumiere’ neanche
i luoghi splendidi. Roma è sempre stata scenario ideale per grandi eventi di
moda in passato come in futuro. Bisogna
andare avanti guardando ad un parterre sempre più internazionale anche con
titoli italiani.