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Direttore Stefania Giacomini
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GIORNALE REGISTRATO AL TRIBUNALE DI ROMA N. 197 DEL 2014
Fondatori Giacomini - Giuliani

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LA CALZATURA ITALIANA PATRIMONIO CULTURALE IMMATERIALE DELL’UNESCO? Intervista a Giovanna Ceolini di Stefania Giacomini
2026
E’ ufficiale è nato il Comitato promotore  presieduto da Giovanna Ceolini Presidente Assocalzaturifici in occasione dell’Assemblea Generale 2026 per inoltrare il percorso di candidatura dell’Arte della Calzatura Italiana alla Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO.
Il comitato è composto da Museimpresa, CERCAL e Politecnico Calzaturiero.
Promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e coordinata da Assocalzaturifici, l’iniziativa apre un progetto nazionale volto a valorizzare il patrimonio di competenze, tradizioni e capacità manifatturiere che caratterizzano la filiera italiana. Al Comitato, in collaborazione con la Cattedra UNESCO dell’Università Unitelma Sapienza, sarà affidata la redazione del dossier e il coinvolgimento della più ampia rappresentanza delle comunità dei praticanti, elemento centrale della Convenzione UNESCO del 2003: imprese, territori, competenze e nuove generazioni chiamate a custodire e alimentare nel tempo questo patrimonio di conoscenze.
Goodinitalywebtv ha approfondito il tema con l’intervista della Direttrice Stefania Giacomini alla presidente di Assocalzaturifici Giovanna Ceolini
Il comitato promotore da lei presieduto per la candidatura a patrimonio immateriale dell’Unesco è un primissimo riconoscimento del valore del settore ed è in tema con il titolo "Cultura, Memoria, Identità" dell'Assemblea Generale. Segnali questi che attestano la buona salute del settore o è un modo per evitare rischi di crisi?
Il percorso che abbiamo intrapreso è un vero e proprio progetto di ricerca con la Cattedra Unesco di Unitelma Sapienza sul valore socio-culturale della pratica. Non sappiamo se otterremo la candidatura ma il dossier che verrà presentato aiuterà ad aumentare la consapevolezza del valore anche tra gli addetti ai lavori. La candidatura UNESCO non nasce come risposta a una fase congiunturale, ma dalla consapevolezza del valore culturale e sociale che la manifattura calzaturiera italiana rappresenta per il Paese. Certamente il settore sta attraversando trasformazioni importanti, legate ai cambiamenti dei mercati internazionali, ai consumi e alla competizione globale, ma questa iniziativa vs oltre il ciclo economico.
L'obiettivo è riconoscere un patrimonio di competenze, conoscenze e tradizioni che si è sviluppato nel tempo e che continua a generare innovazione, occupazione e valore. È un progetto che rafforza la consapevolezza di ciò che siamo e di ciò che possiamo continuare a essere nel futuro.
Ci spiega meglio il significato di "Cultura, Memoria, Identità" per il settore? Cosa comporterà se sarà approvata la proposta? Ci saranno marchi protetti?
"Cultura, Memoria, Identità" sintetizza perfettamente l'essenza della calzatura italiana. Cultura significa il patrimonio di saperi tecnici, creativi e produttivi che caratterizza il nostro comparto. Memoria significa la trasmissione di queste competenze tra generazioni, all'interno delle imprese, delle famiglie e dei territori. Identità rappresenta il legame profondo tra la manifattura calzaturiera, il Made in Italy e i distretti produttivi che definiamo comunità dei praticanti.
È importante chiarire che il riconoscimento UNESCO non introduce marchi protetti né certificazioni commerciali. Si tratta di un riconoscimento culturale che tutela e valorizza un patrimonio immateriale fatto di pratiche, competenze e comunità. Il beneficio principale sarà una maggiore visibilità internazionale e una più forte capacità di attrarre giovani, investimenti, interesse culturale e turistico verso i nostri territori produttivi.
Interessante l'intervento del Ministro Valditara sulla formazione: quali iniziative concrete ci sono in atto o che si faranno e in che tempi?
La formazione è una priorità assoluta per il futuro del settore. Da anni collaboriamo con scuole, ITS, università e centri specializzati come Cercal e il Politecnico Calzaturiero per sviluppare percorsi sempre più vicini alle esigenze delle imprese.
Oggi stiamo lavorando per rafforzare ulteriormente il collegamento tra sistema educativo e mondo produttivo, attraverso percorsi tecnico-professionali, apprendistato, orientamento e formazione specialistica. L'obiettivo è costruire una filiera delle competenze capace di accompagnare i giovani verso professioni ad alto contenuto tecnico e creativo. È un lavoro già in corso che continuerà a svilupparsi nei prossimi anni grazie anche al dialogo aperto con il Ministero dell'Istruzione e del Merito.
Le calzature italiane sono sempre state una garanzia di qualità e design. È ancora così nonostante la concorrenza di Paesi europei e non?
Assolutamente sì. La concorrenza internazionale è cresciuta e molti Paesi hanno investito significativamente nella produzione e nel design, ma la forza della calzatura italiana continua a risiedere nella combinazione unica tra creatività, competenza manifatturiera, qualità dei materiali, innovazione e capacità di personalizzazione.
Il nostro vantaggio competitivo non è basato sui volumi, ma sul valore aggiunto. È questa capacità di coniugare tradizione e innovazione che continua a rendere il prodotto italiano riconoscibile e apprezzato nei mercati di tutto il mondo.
Quali sono i numeri del settore?
La calzatura italiana si conferma una delle filiere più rilevanti del Made in Italy. Il 2025 si è chiuso con un fatturato di 12,84 miliardi di euro, di cui circa 11,57 miliardi di export, un saldo commerciale positivo di 5 miliardi e una produzione di 118 milioni di paia.
Il 2026 si sta sviluppando in uno scenario ancora complesso: nel primo trimestre il fatturato registra un -2% rispetto allo stesso periodo del 2025, con una domanda internazionale in calo del 3.5 %, una flessione dei volumi del 4,9% e un indice ISTAT della produzione industriale a -1,4%.
Sono segnali che richiedono attenzione, ma il settore continua a distinguersi per qualità, posizionamento internazionale e capacità di generare valore: basi solide su cui costruire la prossima fase di crescita.
Essere una presidente donna di Assocalzaturifici porta una visione diversa e quale valore aggiunto?
Credo che ogni esperienza personale e professionale contribuisca ad arricchire il ruolo che si ricopre. Più che una questione di genere, considero importante la capacità di ascolto, di costruzione di relazioni e di visione condivisa.
Detto questo, è positivo che anche nei settori manifatturieri tradizionali cresca la presenza femminile nei ruoli di leadership. Le donne portano spesso sensibilità complementari nella gestione delle organizzazioni e dei processi decisionali. Il vero valore aggiunto è la pluralità dei punti di vista, che rende le imprese e le associazioni più forti e più capaci di affrontare il cambiamento.
Giovanna Ferragamo Gentile ha evidenziato il valore della continuità tra dimensione creativa, tecnica e produttiva. In che modo?
Uno degli elementi che rende unica la calzatura italiana è proprio la capacità di integrare creatività, competenza tecnica e cultura produttiva. Nessuna di queste dimensioni può esistere pienamente senza le altre.
Un'intuizione creativa diventa eccellenza soltanto quando incontra il sapere tecnico, la conoscenza dei materiali e la capacità manifatturiera necessaria per trasformarla in prodotto. Allo stesso tempo, l'innovazione nasce spesso dal dialogo continuo tra chi progetta e chi realizza.
È questa continuità tra ideazione, progettazione e produzione che ha permesso ai nostri distretti di costruire nel tempo un patrimonio di competenze riconosciuto in tutto il mondo e che oggi intendiamo valorizzare attraverso il percorso UNESCO
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