LA PREZIOSA ABBAZIA DI FARFA RINNOVATA di Stefania Giacomini
2026
E’ di alcuni giorni fa a Farfa l’inaugurazione dei lavori di restauro della nell’Abbazia di Santa Maria di Farfa con un investimento da 2,55 milioni di euro.
Finalmente fedeli e turisti potranno vedere in pieno la bellezza di uno dei luoghi di maggiore rilievo storico, artistico e spirituale della Sabina e uno dei grandi complessi monastici della tradizione europea.
Con visite guidate si potrà ammirare il patrimonio millenario restituito alla sua piena bellezza attraverso un articolato intervento di conservazione, tutela e valorizzazione.
L’intervento, è stato realizzato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – PNRR. Il progetto è stato promosso dal Ministero della Cultura, in stretta sinergia con il Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno
“Restituire alla sua piena bellezza un luogo come questo non significa soltanto preservare un patrimonio storico e artistico di straordinario valore, ma soprattutto custodire e rilanciare un luogo che nei secoli è stato casa di fede, di preghiera e di
incontro. Farfa è parte profonda della storia della nostra terra e continua ancora oggi a parlare a chi la visita, credente o non credente. E anche l’occasione per rinnovare il legame con un luogo che continua a custodire e trasmettere la ricchezza della nostra storia e della nostra fede” sono le parole di Sua Eminenza il Cardinale Angelo De Donatis presente all’inaugurazione insieme a molti rappresentanti istituzionali locali.
Il cantiere ha interessato contemporaneamente la struttura della Basilica, i suoi apparati decorativi e la dotazione tecnologica e impiantistica. Tra gli interventi di maggiore rilievo figurano il restauro del monumentale soffitto ligneo a cassettoni, delle superfici pittoriche della navata centrale, degli otto sottarchi laterali, dell’arco trionfale e del grande Giudizio Universale del 1561 sulla controfacciata. Particolare attenzione è stata riservata al Giudizio Universale, la cui superficie presentava alterazioni dovute all’umidità. Gli interventi conservativi hanno consentito di recuperarne profondità, leggibilità e qualità cromatica, restituendo all’opera la sua straordinaria forza narrativa. Anche il soffitto ligneo è stato oggetto di consolidamento. Il recupero delle pitture murali ha inoltre permesso di riportare alla luce alcune aree affrescate delle imbotti delle finestre che erano state in precedenza celate da intonaci e corpi illuminanti
La Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e per la provincia di Rieti, arch. Lisa Lambusier, ha anche evidenziato che il progetto, nasce da una collaborazione corale tra amministrazioni, istituzioni ecclesiastiche, funzionari, tecnici, professionisti, restauratori e maestranze specializzate, nella consapevolezza che la salvaguardia della memoria storica rappresenti anche un punto di partenza per il futuro e la crescita del territorio.
L’intervento ha rappresentato anche una nuova occasione di studio e conoscenza della Basilica, la cui configurazione attuale è strettamente legata alla grande stagione di trasformazione avviata tra Quattrocento e Cinquecento. La chiesa abbaziale fu riedificata durante la gestione del cardinale Giovanni Battista Orsini e completata nel 1494, come testimonia l’iscrizione sul soffitto ligneo. La decorazione pittorica prese avvio dalla controfacciata con il monumentale Giudizio Universale del 1561, commissionato dal priore e dai monaci a maestranze fiamminghe attive nell’ambiente veneziano. Nel corso del secondo Cinquecento venne quindi sviluppato un ampio programma decorativo dedicato alla Vergine, alla vita di Cristo e ai santi benedettini. Tra il 1597 e il 1598 anche Orazio Gentileschi lavorò nell’Abbazia, affrescando le cappelle di Sant’Orsola, Sant’Anna e dei Santi Pietro e Paolo lungo la navata sinistra.