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Direttore Stefania Giacomini
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GIORNALE REGISTRATO AL TRIBUNALE DI ROMA N. 197 DEL 2014
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A SCUOLA TUTTI INSIEME di Daniela d'Isa
2026
GRAZIE MINISTRO LOCATELLI
Grazie al Ministro della Disabilità, Alessandra Locatelli (nella foto) per aver escluso il ritorno alle classi differenziali auspicate dal generale Roberto Vannacci. Il parlamentare europeo ha dichiarato in diverse occasioni di “Pensare percorsi o classi separate per gli alunni con disabilità” adducendo la giustificazione che “non faremmo mai correre un disabile con un atleta da record”. Il Ministro Locatelli ha categoricamente affermato: “Dagli Anni Settanta i nostri bambini con disabilità stanno insieme agli altri e ne beneficiano tutti, crescendo e aiutandosi insieme, si chiama inclusione. Non torneremo indietro”.

 
Introdotte nel 1928 dal regime fascista, le classi differenziali, dopo l’istituzione dell’insegnante di sostegno nel 1975, furono cancellate definitivamente dalla legge 517 del 1977.
 
L’annuncio di Locatelli alla presentazione RAI del programma “Il cacciatore di sogni”, su Raitre per dieci puntate a partire da domenica 20 settembre alle 15. “Il cuore del programma- ha spiegato il conduttore Stefano Buttafuoco, che ha rivelato di essere caregiver di suo figlio nato con una malattia rara- sono le storie di ragazzi con disabilità che hanno trovato inserimento nel lavoro. Purtroppo- ha sottolineato Buttafuoco- ho trovato disparità nei miei viaggi tra il nord (dove l’Emilia-Romagna è una eccellenza) e il sud Italia. Qui alcuni imprenditori preferiscono addirittura violare la legge 68 del 1999 e pagare le multe, anziché assumere persone disabili”.
 
Nel corso della presentazione RAI del “Cacciatore di sogni”, ho ringraziato come goodinitalywebtv Alessandra Locatelli per la sua presa di posizione netta a favore delle persone con disabilità raccontandole anche la mia testimonianza di sibling. Mia sorella infatti vive in una casa famiglia dell’ANFFAS e poter aiutare chi sta con lei e ad esempio, non da leggere, o non sa tagliarsi la carne, è una bella soddisfazione. E’ un aiuto reciproco.
 
I ragazzi a scuola aiutano chi è più sfortunato. Ricordate il caso dell’alunno che non veniva portato in gita scolastica e i suoi compagni hanno fatto in modo che anche lui potesse andare? I ragazzi a volte sono migliori degli adulti.
 
Bello che il servizio pubblico faccia il servizio pubblico con questi programmi. E per dirla con l’indimenticabile Papa Francesco “l'inclusione è segno di civiltà».
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