FESTA DEL CINEMA DI ROMA 2026 di Daniela d'Isa
2026
“Quest’anno la FESTA DEL
CINEMA DI ROMA (13-25 ottobre 2026) sarà ancora più diffusa nella città e
arriveremo persino a Latina” così, dalla Sala Santa Cecilia, la più prestigiosa
dell’Auditorium (anche quest’anno quartier generale della Festa), costruito
dall’architetto che tutto il mondo ci invidia, Renzo Piano, il Presidente della
Fondazione Cinema per Roma Salvatore Nastasi, ha aperto la conferenza stampa
della ventunesima edizione della Festa.
Il film d’apertura sarà ‘Il
rumore delle cose nuove’ (esce il 12 novembre in sala) di Paolo Genovese, nella
sezione non competitiva Grand Public. Il cast comprende Emanuela Fanelli,
Edoardo Pesce, Claudia Pandolfi, Lino Musella, Stefano Accorsi, Vittoria
Puccini e Claudio Santamaria. Tratto dall’omonimo libro (edito da Einaudi) del
regista romano, è la storia di tre coppie diverse e sconosciute tra loro, a
Milano, la cui vite saranno sconvolte da un evento inatteso. Non è un caso che
sia stato scelto un film di Genovese. Insieme a Checco Zalone e a Ferzan
Ozpetek, rispettivamente con “Follemente”, “Buen Camino” e “Diamanti”, hanno
firmato i tre film di maggior successo del cinema italiano 2025 , registrando
solo in tre 68 milioni di presenze, 496 milioni di euro al botteghino.
Paola Malanga, Direttrice
Artistica della Festa ha poi elencato uno per uno i 150 film in programma
provenienti da 55 Paesi. Eccoli (non tutti).
Il concorso Progressive
Cinema. I film italiani
Cominciamo da quelli in
concorso, Progressive Cinema. Saranno 18, senza distinzione film di finzione,
documentari e film d’animazione. Tre quelli italiani: Brianza, di Simone
Catania, produttore e regista. Siamo nel 2009, la crisi economica si fa sentire
in Italia e Giorgio Farina (Fausto Russo Alesi), erede di una prestigiosa
armeria in Branza, sommerso dai debiti si lascia coinvolgere da un eccentrico
uomo d’affari (Paolo Pierobon) in un piano illecito…Il secondo film italiano in
concorso, Giorni felici, ci ha incuriosito: Claudia (Carlotta Gamba) è
una ragazza come tante, ma quando è eccitata o arrabbiata, si trasforma in una
strana creatura, con ali bianche, zanne e zampe da felino. Il film, dove
vedremo anche Riccardo Scamarcio (l’unico italiano ad aver ricevuto alla Mostra
del Cinema di Venezia un premio, quello del miglior attore nella sezione
Orizzonti), è tratto dall’omonima graphic novel della fumettista Giulia
Spagnulo, in arte Zuzu. Il terzo, Mustang, è un documentario nato da un
viaggio compiuto nel 2003 dalla regista, Kasia Smutniak e dal marito Pietro
Taricone, tragicamente scomparso nel 2010. I due progettarono di costruire una
scuola per i bambini della regione del Mustang (Nepal settentrionale). Dopo
aver fondato la Pietro Taricone Onlus l’attrice ha realizzato il sogno di
Pietro. In “Mustang” (che sarà distribuito dalla Fandango di Domenico Procacci,
attuale marito di Kasia), mostra anche la nascita della scuola e la voce
narrante è quella della figlia Sophie Taricone, oggi ventiduenne.
La sezione Grand Public,
ancora tanta Italia e star internazionali
Due le prime mondiali: Le Fantom
de l’Opéra di Alexandre Castagnetti, per cui vedremo nel red carpet
della Festa la prima star, la primogenita di Monica Bellucci e Vincent Cassel,
Deva e Me,you di Bille August, che è tratto dal romanzo “Tu,Mio” di Erri
De Luca ed è la storia di un quattordicenne londinese in vacanza in un’isola
italiana nel 1950, tra innocenza del primo amore e cicatrici indelebili lasciate
dalla guerra. Nel film anche Massimiliano Caizzo (lo ricorderete in “Mare
fuori”), protagonista di Je so’ pazzo di Nicola Prosatore, un ritratto
intenso di Pino Daniele (scomparso nel 2015) che affronta anche la sua infanzia
difficile fino al concerto del 1981 davanti a 200.000 persone. Sempre in Grand
Public sono attesi a Roma la bravissima Julianne Moore e Paul Giamatti,
interpreti di The debutt, dello statunitense Jesse Eisenberg, una
commedia brillante di una donna timida, modesta e dalla vita ordinaria, che
diventerà un’appassionata attrice teatrale. Tra i film italiani il secondo
diretto da Michela Cescon, Desiderio, altro film tratto da un’opera
letteraria, quella omonima di Giorgio
Montefoschi, dove Matteo (Enrico Borello) e Livia (una delle nostre migliori
giovani attrici, Romana Maggiora Vergano) si innamorano all’università in una
Roma fine Anni Ottanta. Si perdono e si ritrovano anni dopo, lui giornalista
sposato con due figli, lei con un segreto, ma il loro amore non è finito…..Un’occhiata
agli interpreti di E’ andata così di
Gianni Zanasi, tra i migliori del nostro cinema, fa ben sperare in questa
storia singolare in cui Cecilia (Valentina Lodovini) si trova costretta suo
malgrado a convivere in un casolare sperduto in campagna con i tre mariti (due
ex), gli uomini più importanti della sua vita (Michele Riondino, Valerio
Mastandrea e Leonardo Lidi). Segna poi l’esordio alla regia di Stefania Rocca L’ora
di tutti, ispirato dall’omonimo romanzo di Maria Corti del 1962, che
racconta le vicende della battaglia di Otranto con la quale i turchi
espugnarono nel 1480 la città salentina. In due parole un racconto di amore, di
guerra, di donne dimenticate. Per le fan, c’è Alessio Boni. In coproduzione con
la rassegna parallela alla Festa, Alice nella città, il 23 ottobre sarà
presentato un film che tratta uno dei casi di cronaca più tristi degli ultimi
anni, Se domani non torno di Paola Randi. Ripercorre la storia di Giulia
Cecchettin dal libro scritto da suo padre (interpretato da Filippo Timi) Gino,
che è riuscito a trasformare uno dei dolori più insopportabili della vita,
l’uccisione della propria figlia, in un impegno sociale. E’ firmato da Daniele Luchetti
Noi, un po' meglio, e segna anche il debutto su Netflix del regista
romano. Il film vede Simone (Elio Germano) e Lucia (Maria Chiara Giannetta)
unire due diversità: lui strutturato, con un forte senso della famiglia, lei indipendente,
allergica alle convenzioni, contraria alla maternità. Come affronteranno la
sfida dell’adozione? Giacomo Ciarrapico con Il ministero dell’amore mette
insieme tra gli altri Pif, Corrado Guzzanti, Pietro Sermonti, Angela Finocchiaro,
Alessandra Mastronardi, Andrea Pennacchi e Ninì Bruschetta. Vi dico solo che
Aldo (Pif) è un brillante cronista parlamentare che si barcamena nel caos della
politica romana..C’è poi Francesco Bruni che presenta alla Festa Il profilo
dell’altra, nelle sale il 22 ottobre. Anche qui due persone molto diverse
si uniscono in una relazione conflittuale e simbiotica: Antonia (Pilar
Fogliati), scrittrice e poi cameriera a Milano e Cecilia (Ginevra Francesconi),
una milanese bene con milioni di follower. Massimiliano Bruno ha riadattato Death
at a Funeral di Dean Caig con Un tranquillo funerale di famiglia, in
cui nel giorno del funerale del patriarca i due figli Daria (Claudia Pandolfi)
e Riccardo (Pietro Sermonti) si ritrovano a fare i conti con rancori e segreti
inconfessati. Aspettiamo di vedere Le rose di Marrakech con Fanny Ardant
per ricrederci sulla regista Ginevra Elkann. L’ultimo di questa sbornia di film
italiani, La sera a Roma, è un inno alla Roma elegante e decadente con tanto di misterioso delitto, che Enrico
Vanzina ha girato dopo aver pubblicato l’omonimo libro nel 2018. Nel cast
Massimo Ghini, Rocio Munoz Morales, Martina Stella, Carlo Buccirosso, Ricky Menphis.
Citiamo almeno Elsinore di
Simon Stone, intrigante storia di un attore scozzese di talento che all’arrivo
dell’occasione della sua vita, interpretare Amleto a teatro, si trova a dover
lottare con l’AIDS. Quanto sarebbe bello che una delle attrici più brave del
cinema mondiale, Olivia Colman (nel film è una dottoressa) venisse a Roma per
accompagnare il film.
Freestyle Film, Arts, Serie
Tra i film un’altra anteprima
mondiale, quella di Riverrun, di Philippe Parreno, dove Charlotte
Gainbourg interpreta Lucy, una musicista che sta lentamente perdendo il
controllo del proprio corpo e della propria voce.La sua psichiatra (Zoe
Saldana) la manda in una clinica specializzata dove un’infermiera ha il volto
di Angela Molina.
Concorre al premio per la
Miglior Opera Prima Cambogia, che segna l’esordio di Valerio Lundini che
è anche il protagonista Valerio, improvvisamente intrappolato dentro il mondo
violento e pericolosissimo della serie che sta girando come attore, “Crime”.
Con lui Benedetta Porcaroli e Sonia Bergamasco.
Per Freestyle Arts segnalo Il
caso Modigliani, un documentario di Luca Rea che ricorda la truffa
dell’estate 1984 quando tre teste affiorate dall’acqua furono in un primo
momento acclamate come autentiche opere di Modigliani.
La sezione Freestyle Serie ne presenterà
11. Tra quelle annunciate ci sono la seconda stagione di All’s Fair, con
Kim Kardashian, Naomi Watts (che sarà presente a Roma), Niecy Nash e Sarah
Paulson; Vision Quest della Marvel, con Paul Bettany; Livatino di
Michele Placido; Melania Rea di Stefano Mordini. Era il 2011 quando il
caporal maggiore dell’esercito Salvatore Parolisi trucidò in un bosco abruzzese
la moglie Melania Rea. Da allora si cominciò (purtroppo) a parlare molto di
femminicidio; Radici, di Nicola Ravera Rafele (una curiosità, il regista
porta i cognomi di madre, la scrittrice Lidia Ravera e padre, lo sceneggiatore
e regista Mimmo Rafele), dedicata a Daniele De Rossi e all’Ostiamare.
Gli omaggi e la musica
Fuksas-da tutta la vita è il
ritratto di suo padre realizzato dalla figlia Elisa Fuksas, dove si mescolano
pubblico e privato di uno dei più importanti architetti italiani e non.
A venticinque anni dalla morte
Giovanni Sinipoli intraprende un altro viaggio intimo, Il ghiaccio in tasca.
Mio padre Giuseppe Sinopoli, alternando materiale d’archivio e interviste a
familiari, musicisti e artisti che hanno conosciuto il Maestro.
Five Living Buildings (by
Renzo Piano)di Jonathan Goodman Levitt, attraversa le
esperienze delle persone che vivono in cinque degli edifici più celebri del Renzo
Piano Building Workshop: un centro culturale in Gracia, un ospedale di bambini
in Uganda, il Whitney Museum di New York, un parco industriale in Cina, il
Centre Pompidou a Parigi.
La musica avrà spazio nei
documentari Lorenzo-L’incredibile avventura di Jovanotti di Dario Zonta
e Carlo Zoratti e nel ritratto di Morgan Non importa dove, di Francesco fei
e Consuelo Moschella.
Javier Bardem riceverà il
Premio alla Carriera e Nicola Piovani sarà il primo compositore a rucevere il
Banca Ifis Music Award (da quest’anno main partner della Festa).
Il budget? Quest’anno è di 7
milioni “ molto molto meno di tutti gli altri Festival cinematografici” ci ha
tenuto a precisare Nastasi. Durante la conferenza stampa il presidente ha
ricordato che nel 2025 la manifestazione ha superato le 100 mila presenze e ha
rivendicato l’attenzione dedicata al cinema indipendente, italiano e
internazionale.