INSTALLAZIONE 2026 – “PAGINE CONDIVISE” di Stefania Giacomini
2026
“PAGINE CONDIVISE” a Via Nazionale a Roma
Quarto anniversario della scomparsa di Tiberiano Marilli: costruzione di un patrimonio
condiviso.
Forse si poteva fare di più a Roma per ricordare Tiberiano Marilli al quarto anniversario della sua scomparsa. Ma intanto per volontà di sua figlia Morena Marilli, con tanto di autorizzazione comunale, per un giorno è comparsa ‘Pagine Condivise’ Istallazione 2026, su una colonna al piazzale del Palazzo delle Esposizioni.
E’ stata posta così all’attenzione del pubblico la prima monografia inedita su Tiberiano Marilli, sintesi di anni di ricerca e di un articolato lavoro di documentazione, fotografia, catalogazione e numerazione delle opere, riorganizzazione dell’archivio e ricostruzione dei rapporti culturali e artistici. Il volume, ripercorre l’intera carriera dell’artista e dedica particolare attenzione all’Ultima Collezione, offrendo una prima base organica per lo studio e la conoscenza della sua opera.
“La monografia rappresenta una tappa fondamentale del percorso- spiega Morena Marilli – è la sintesi di anni di lavoro e, insieme, la base per costruire e trasmettere nel tempo la storia dell’artista”.
Il progetto nasce dalla volontà di rendere questo patrimonio accessibile alla collettività. Portare la ricerca nello spazio pubblico significa trasformare la strada in un luogo aperto di conoscenza e incontro, condividendo con la città un lavoro che per anni si è sviluppato attraverso l’archivio e la ricerca della sua opera artistica.
“Pagine condivise” prosegue il percorso avviato negli anni attraverso gli appuntamenti del 14 settembre: dall’apertura del Marilli Studio, all’installazione “Cubo di storia”, fino alla Casa Museo di Tiberiano Marilli a Masserano (BI).
L’obiettivo finale, grazie alla costituzione, il 14 agosto 2026, dell’Associazione Archivio ULTIMA COLLEZIONE di Tiberiano Marilli, presieduta da Morena Marilli, è dare continuità alle attività di conservazione, catalogazione, ricerca e divulgazione dell’opera con un progetto di più ampio respiro, orientato alla costruzione di un polo museale dedicato a Tiberiano Marilli e, in prospettiva, alla nascita della Fondazione Marilli.
Ci auguriamo che i passanti che hanno visto l’istallazione abbiano avuto la sensibilità di fermarsi e di conoscere attraverso le pagine della monografia questo artista dal potente segno espressivo.
Chissà forse si poteva fare di più?