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SERGIO CAMPAILLA
Date: 18/04/2016
INCONTRO CON...| ARTE | CULTURA | SPETTACOLO

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SERGIO CAMPAILLA

Wanted. Benjamin Mendoza y Amor

Dalla vera storia di un 'artista-attentatore' nasce '@WANTED', ultimo #romanzo di @SergioCampailla.
'@WANTED' by @SergioCampailla inspired from  the true story of an 'artist.bomber'.
di/by Stefania Giacomini

E' un uomo affabile, dallo sguardo curioso ,che ti fa sentire subito a tuo agio. Questa la mia prima impressione all'incontro con Sergio Campailla l'autore di Wanted. Benjamin Mendoza y Amor il pittore che attentò alla vita di papa Paolo VI (Edizioni Marsilio).

Quest'ultimo suo romanzo  prende spunto da un casuale ritrovamento di carte e disegni a Roma trent'anni dopo un fatto di cronaca che fece restare il mondo col fiato sospeso. Nel novembre del '70 nelle Filippine del dittatore Marcos, all'aeroporto di Manila, uno sconosciuto travestito da prete attentava alla vita di Papa Paolo VI. Ne seguì un arresto, un processo, una detenzione di quattro anni in un famigerato penitenziario.Il protagonista di quell'atto era un pittore boliviano, Benjamín Mendoza y Amor, un indio di etnia aymara.
Il nuovo libro di Sergio Campailla,racconta la storia straordinaria di questo  artista 'attentatore' , grande viaggiatore: nelle sue opere rappresentata la condizione dei poveri e degli emarginati; poi con l'attentato contro il Papa, il primo nella storia moderna, raggiunge la scena mondiale.
Cosa ha spinto l'artista a questo gesto estremo contro Papa Paolo VI?
Un complesso di fattori. Da indio boliviano era convinto che la Chiesa fosse responsabile di un genocidio e dell'arretratezza economica e culturale del Sud America.  In particolare, riteneva che il papa rappresentasse il cuore  della superstizione che opprime l'umanità e con il suo gesto all'aeroporto di Manila intendeva simbolicamente dare un segnale di liberazione. Il suo attentato doveva essere interpretato come “surrealistico”. Ma nel profondo, permangono delle ambiguità. Ovviamente, lo aveva spinto anche la speranza di salire alla ribalta internazionale con il suo atto eclatante e di raggiungere una più alta quotazione di pittore, quale meritava,
Benjamín Mendoza ,figlio di una prostituta, ossessionato dal sesso, specialista in droghe e compromesso con i servizi segreti, disegnò gli indigeni sulle cime delle Ande e le tribù in estinzione della foresta amazzonica, ma finì per giocare una partita ambigua il cui epilogo fu un processo-farsa, dopo il quale misteriosamente scomparve.
 Perchè ha scelto di usare la parola 'Wanted' nel titolo?
Dopo l'attentato contro Paolo VI a Manila e dopo la condanna  e la detenzione nel carcere di Muntinlupa, Benjamín Mendoza si trovò  sprovvisto di documenti, nella condizione di clandestino. Nessun Paese fu disposto ad autorizzare un suo soggiorno. In pratica, a lui nomade per natura e viaggiatore instancabile nei cinque continenti venne meno la possibilita di organizzare mostre e mantenersi. Si aggiunga che da quel momento si sentì braccato e in pericolo che qualche fanatico  gli facesse la pelle.
Tra i viaggi di Benjamin Mendoza quello a Roma è stato l'ultimo prima della sua scomparsa ? Si sa se è ancora in vita ?
A Roma era già clandestino. Tuttavia, tra mille limitazioni e difficoltà, aveva esposto le sue opere, in più  occasioni. Dopo l'attentato a Giovanni Paolo II da parte di Ali Ağca, la sua sua posizione diventa insostenibile. Comincia una caccia all'uomo, sino alla sua espulsione definitiva. Nessuno ne sa più  nulla. Scompare letteralmente. Dopo il ritrovamento dei suoi disegni e delle sue carte, mi sono messo in cerca e alla fine l'ho scovato. Si nascondeva, molto malato,  a Lima. Ho stabilito un contatto con lui, acquisendo informazioni e materiali sull'ultima fase della sua esistenza. Ma prima che riuscissi a realizzare un incontro,  è deceduto, nell'agosto del 2014.
Sergio Campailla ha pubblicato romanzi e racconti tra cui, presso Rusconi, Il paradiso terrestre, Voglia di volare, Domani domani, Romanzo americano; presso Bompiani La Divina Truffa e Divorati dal Dragone e presso Marsilio Il segreto di Nadia B. e Far di se stesso fiamma.
I suoi romanzi ... prendono spunto da storie avvenute in tempi passati? Si ispira sempre alla vita reale per le sue opere letterarie?
La creazione letteraria è sempre, più  o meno, direttamente o indirettamente, autobiografica. Le mie prime opere, a partire  da Una stagione in Sicilia e dal Paradiso Terrestre, sono di fiction. Ma da La Divina Truffa, pubblicato da Bompiani nel 2008, i miei romanzi sono prevalentemente a base storica. Negli ultimi due, Il segreto di Nadia B. e appunto Wanted, entrambi editi da Marsilio, inauguro una sorta di nuovo genere letterario. La narrativa ormai è complessa e contaminata. Senza perdere la sua forza inventiva e comunicativa, è  però anche storia, biografia, psicologia, arte, politica...
Sergio Campailla durante l'intervista spesso mi cita l'esperienza di docente ordinario di Letteratura Italiana all'Università di Roma Tre.
Tra essere scrittore e docente universitario qual è l'attività che predilige?
Sono sempre stato uno scrittore. Non lavoro su due  distinte scrivanie. Anche nella mia attività saggistica e di docente universitario mi sono considerato in primo luogo uno scrittore. Non a caso, ho tenuto i primi corsi di Scrittura creativa in una Universita' italiana, a Roma e a Napoli. Ma dal 2010 ho dato le dimissioni dall'insegnamento, per dedicarmi in esclusiva alla scrittura e... ai viaggi.
L'intervista avviene ,infatti, a Miami, dove lo scrittore passa lunghi periodi ,alla vigilia della sua partenza per Seattle.Chissà ....la visita nel 'headquarter' (quartiere generale) di Microsoft potrebbe essere spunto di un nuovo romanzo tra geni del computer e virtuosi del web?.....Romanzo  di sicuro intrigante grazie alla penna virtuosa di Sergio Campailla.


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